Simone marini è tra i personaggi della settimana, visto che con il suo Calangianus ha conquistato la prima vittoria stagionale nel campionato di Eccellenza domenica scorsa in casa contro il Villasimius.
Mister, domenica pronto riscatto della sua squadra che ha ottenuto una vittoria casalinga contro il Villasimius? «Si, partita difficilissima contro un ottimo avversario che ci ha messo molto in difficoltà. È stata dura ma alla fine l’abbiamo portata a casa la vittoria».
Cosa è cambiato rispetto alla gara di Uri, dove è arrivata la sconfitta per 3-1?
«Intanto abbiamo recuperato qualche giocatore, Belloni e anche se per un’ora Sartor. Belloni può fare il terzino sinistro in assenza di Secci e Sartor una mano a Pozzebon finché è riuscito l’ha data. A Uri avevamo molti adattamenti e l’abbiamo pagata anche se abbiamo iniziato bene, alla distanza siamo usciti dalla partita completamente».
Un handicap per voi è stato non aver potuto giocare le due gare di Coppa Italia per via della rinuncia del Tempio?
«Sicuramente, perché abbiamo disputato tante amichevoli, però non ci hanno potuto dare il livello di intensità che può arrivare da una gara ufficiale, senza dimenticare che abbiamo un’età media di 21,0: se si eccettuano quattro o cinque cosiddetti grandi e i fuoriquota, la maggior parte della rosa che ho a disposizione sono del 2003, 2004 e 2005».
Che campionato sarà questo di Eccellenza in generale e per il suo Calangianus in particolare?
«È ancora presto per dirlo, sono state giocate soltanto due gare e ogni anno si tende a dire che sarà un campionato livellato, ma alla distanza la classifica si sgrana. Qualche squadra è partita in ritardo come il Tempio, ma sono sicuro che alla lunga costruirà una rosa competitiva. Noi in questo campionato penseremo prima a salvarci, che è il nostro primo obiettivo, e poi di stare vicino a chi ci segue e dargli qualche soddisfazione, visto che anche domenica al campo erano in 500-600 a sostenerci».
Quest’anno in Eccellenza sarda c’è l’obbligo di utilizzo di tre under rispetto ai due dello scorso anno: cosa ne pensa?
«Senza questa regola sarebbe difficile che possano giocare se non bravi, ma è fondamentale anche a livello nazionale lavorare sui settori giovanili. In tanti stanno iniziando a capire che bisogna partire da lì per formare ragazzi che arrivino pronti alla prima squadra. Non sparerei a zero su questa regola, ma sarebbe importante che si vigilasse a livello federale su ciò che si fa nei settori giovanili».
Nell’estate appena passata due realtà di Olbia, dove vive, sono scomparse come il Porto Rotondo e ripartite da zero come l’Olbia: cosa ne pensa?
«Dispiace tanto perché l’Olbia è una realtà storica e importante come settore giovanile. Diverse gestioni, soprattutto le ultime, hanno portato a questa situazione. La sensazione è che fosse necessario azzerare e ripartire, come si sta facendo con tanta pazienza e umiltà in Seconda Categoria, per ritrovare in futuro le categorie più consone alla storia del club. Per quanto riguarda il Porto Rotondo è stato un gran dispiacere: so che c’erano i presupposti perché le cose andassero diversamente, considerando anche il bacino di utenza del settore giovanile. Purtroppo le cose sono andate male e sicuramente non come si sperava. Sono stati fatti degli errori e ci sono delle responsabilità, ma io ci manco da qualche anno: ci ho vissuto tantissimi anni facendo anche settore giovanile e dispiace che sia finita così».
Si ringrazia Simone Marini per aver accettato l’intervista.
Paolo Muggianu



