Lo sport dilettantistico in Sardegna

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Joseph Concas: “Il calcio dilettantistico deve tutelare i portieri e i giovani locali”

Abbiamo incontrato Joseph Concas, portiere di Ottana, con alle spalle già una prestigiosa carriera, ma anche profondo conoscitore del calcio dilettantistico regionale. E’ pure preparatore dei portieri con patentino. Con lui abbiamo fatto una chiacchierata sulle sue aspettative personali attuali e sullo stato di salute del calcio dilettanti in Sardegna.

osa ti riserverà l’immediato futuro per la tua attività calcistica? Vuoi ancora giocare oppure preferisci dedicarti al ruolo di preparatore dei portieri per il quale hai ottenuto da qualche anno il patentino? «Per quanto riguarda il mio futuro calcistico ho ricevuto alcune proposte tutte molto simili fra loro, dove mi si richiede di ricoprire sia il ruolo di giocatore sia il ruolo di allenatore dei portieri. Doppio ruolo che personalmente ho sempre rifiutato perché credo che un portiere debba dedicarsi solo ed esclusivamente al ruolo di giocatore, senza preoccuparsi di gestire tutto l’allenamento dei portieri che non è “inventato” ma frutto di studio e dedizione con abilità e conoscenza della materia. In più essendo anche allenatore dei portieri cerco di tutelare questa figura perché le società scelgono sempre di “risparmiare” cercando sostituti degli allenatori dei portieri, come ex portieri o dirigenti appassionati, sprovvisti sia di patentino sia delle conoscenze necessarie per allenare tutti i fondamentali tecnici e tattici di questo bellissimo ruolo. Credo sia giusto sottolineare che per avere portieri prestanti si debba necessariamente avere un allenatore dei portieri qualificato, tutelando così sia i giocatori stessi sia la figura dell’allenatore. Personalmente mi sento ancora un giocatore e vorrei che le società che mi cercano capissero che voglio giocare mettendomi a disposizione senza prendermi sottobraccio un giovane per poi farmi allenare da lui. Poteva andare bene negli anni ’80/’90 ma il ruolo ha subito moltissime evoluzioni e bisogna avere le conoscenze giuste per affrontare un campionato col giusto piglio. Nel 2023 poi sono diventato anche allenatore Licenza D e dopo questa esperienza vedo un mio futuro più come allenatore di una prima squadra che come allenatore dei portieri, mi darebbe molte più soddisfazioni, ma ancora qualche anno voglio vivermi il campo come giocatore. Spero arrivi presto una proposta per ciò che sto cercando».

Come vedi lo stato di salute per quanto riguarda il tuo ruolo e se ci sono dei numeri uno giovani che stanno crescendo bene? «Di giovani ce ne sono tanti promettenti, e non è un caso che siano tutti affiancati da allenatori esperti e non da “lancia palloni”. Dovrebbero essere più tutelati, perchè i giovani si vedono scalzati da molti extracomunitari che stanno letteralmente invadendo anche i campionati di Prima e Seconda Categoria ».

Come giudichi la situazione del calcio regionale dilettanti? «Il movimento cresce sul piano delle strutture, ma come dicevo pur essendo d’accordo con l’integrazione, ci dovrebbero essere delle restrizioni sul numero degli stranieri. Non è possibile vedere che piccoli paesi con meno di 1500 abitanti contino 2 giocatori locali e 15 stranieri. La FIGC e la LND dovrebbero intervenire e porre dei limiti a questo. Tuteliamo i nostri portieri e tutti i giocatori con allenatori qualificati e del territorio».

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