Il sedicesimo di finale tra Cannonau Jerzu Picchi e Castiadas 1973 in programma domani alle 17, è uno dei più intriganti dell’intero tabellone di Coppa Italia di Promozione. Due squadre profondamente rinnovate, due allenatori nuovi, due progetti che vogliono partire forte per capire subito quale potrà essere il loro ruolo nella stagione 2026/27.
La squadra di casa è probabilmente quella che ha cambiato di più. Il nuovo tecnico Massimo Corda avrà a disposizione una rosa completamente ridisegnata, costruita per dare identità, fisicità e ambizione. Tra i pali arriva Ba, portiere di grande reattività; in difesa spiccano gli innesti di Abriatta, centrale di potenza, e dei due argentini Ursino e Medina, che portano esperienza, letture difensive e personalità.
A centrocampo la rivoluzione è altrettanto evidente: Ferrareis e Rarinca sono due profili che garantiscono corsa, intensità e capacità di gestire i ritmi della partita. Davanti, il colpo è Atzori ( foto di copertina), attaccante che può cambiare le partite con una giocata e che rappresenta il punto di riferimento offensivo del nuovo Jerzu. Una squadra che vuole scrollarsi di dosso le sofferenze della scorsa stagione e presentarsi con un volto completamente nuovo.
Il Castiadas del tecnico Nicola Rais risponde con un mercato diverso, costruito più sui ritorni eccellenti che sulle rivoluzioni. Il nome più pesante è quello di Caboni, attaccante con oltre 200 presenze in Serie D, capace di fare reparto da solo e di incidere nei momenti chiave. A centrocampo torna Melis, giocatore che ha già vissuto l’Eccellenza con i sarrabesi e che porta equilibrio e qualità. In porta rientra Aramu, profilo affidabile e di esperienza, che garantisce sicurezza al reparto arretrato.
Accanto ai nuovi arrivi, il Castiadas ha confermato tre pilastri: Carboni, Grinbaum e Marci, elementi che rappresentano continuità, identità e conoscenza del contesto. Una squadra che non ha stravolto, ma ha aggiunto qualità nei punti giusti, mantenendo la struttura che negli ultimi anni ha garantito solidità.
La partita mette dunque di fronte due filosofie opposte: da una parte il Jerzu completamente rinnovato, che vuole sorprendere e costruire una nuova identità; dall’altra il Castiadas che punta su esperienza, ritorni di livello e continuità tecnica.
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