Lo sport dilettantistico in Sardegna

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Polisportiva Barbagia, il punto sulla stagione del salto in Seconda Categoria: intervista al tecnico Ivan Sau

La stagione 2025‑26 si è chiusa da poco, ma a Barbagia il tempo di voltarsi indietro è già arrivato. La Polisportiva ha conquistato la promozione storica in Seconda Categoria, coronando un’annata intensa, combattuta e vissuta con un entusiasmo crescente. Il tecnico Ivan Sau, riconfermato alla guida della squadra, riparte da un pensiero che aveva condiviso a gennaio: «Siamo ciò che abbiamo scelto di essere e di fare. Non fatevi mai giudicare in base al posto in cui vivete, perché tutti siamo – e saremo sempre – una storia». Una storia che oggi può essere raccontata con orgoglio.

Mister Sau, cosa rappresenta per voi questo salto in Seconda Categoria?

«Possiamo dire che una storia l’abbiamo scritta davvero. La promozione rimarrà impressa nella memoria di tutti. È stata una stagione lunga, intensa, e nei playoff l’entusiasmo che avevo visto a metà campionato è esploso in maniera incredibile».

C’è una partita che più di altre ha segnato il vostro percorso?

«Sì, quella di Barumini contro l’Arcidano. L’ho sempre considerata la nostra finale. I tifosi sono arrivati in massa e ci hanno spinto alla vittoria con la loro voce. È stato un momento che ha fatto capire quanto questa squadra sia più di una squadra».

In che senso parla di “esperimento sociale”?

«Perché abbiamo abbattuto il campanilismo tra paesi. Si è creato un unico paese che ama la sua squadra. I ragazzi si sentono uniti per un unico colore, è nato un grande senso di appartenenza».

Come giudica il vostro campionato?

«Bello e avvincente. Abbiamo cercato di non mollare mai e di restare sempre a ridosso della capolista, che non ha mai perso tranne in casa con noi. Quella partita ha dimostrato la nostra crescita calcistica».

Che gruppo ha trovato e allenato?

«Ho allenato 25 ragazzi che mi hanno seguito sino alla fine con la voglia di imparare e dimostrare il loro valore. Ognuno ha dato il massimo quando è stato chiamato. Li ringrazio tutti, sono stati fantastici».

Un pensiero per la dirigenza e le amministrazioni locali?

«La dirigenza non ci ha mai fatto mancare nulla e ha saputo intervenire nei modi giusti. Ringrazio anche le amministrazioni di Aritzo, Belvì e Gadoni per il supporto».

Che stagione vi aspetta ora in Seconda Categoria?

«Sarà dura, ma la strada è chiara: puntare su giocatori della zona, che vogliono sposare il progetto con passione e senso di appartenenza. Sono contento di questa scelta».

Un messaggio personale?

«Ringrazio chi ha creduto in me e chi non lo ha fatto: grazie a loro ho trovato ancora più voglia di migliorarmi. Ora torno in Seconda, quella che ho lasciato lo scorso anno e che non vedo l’ora di riabbracciare».

Vuole chiudere con il pensiero che aveva annunciato?

«Siamo tutti una storia. Siamo tutti un riscatto, un’annata da sogno. Siamo la storia che abbiamo scritto, con passione, scelte ed errori. E grazie a Diretta Sport Sardegna per dare spazio a noi “poveri del calcio”, ma splendidi in campo».

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