Mirko Soddu, del CR Arborea, è uno degli uomini simbolo della promozione in Prima Categoria arrivata dopo lo spareggio vinto ai rigori con la Busachese. Arrivato a campionato in corso, è stato l’innesto di esperienza che ha spinto i gialloblù all’ultimo, decisivo, salto. Lo abbiamo sentito a caldo.
Mirko, spareggio vinto ai rigori contro la Busachese e promozione in Prima Categoria. Che sensazione si prova a ottenere un traguardo così importante?*
Vincere è sempre bello, soprattutto se lo fai con un gruppo di ragazzi giovani. Tanti di loro sono cresciuti davanti al campetto di casa mia: Cuccu, Mureddu, Bordignon, Pintus… È stato un orgoglio vederli festeggiare e auguro loro di farlo tante altre volte. Perché questo è un gruppo veramente unito, sia tra giocatori che tra dirigenti. Non tutti possono vantare una situazione del genere.
Uno spareggio combattutissimo e risolto ai calci di rigore. Dà più valore alla vittoria del campionato?
Spareggio combattutissimo, sì. Ma quando fai un campionato da primo in classifica da settembre a oggi, perdendo un margine abbastanza vantaggioso, devi trovare le ultime energie per portare a casa il risultato. Ci abbiamo messo cuore e voglia e il risultato è meritatissimo per il percorso fatto. Faccio il mio augurio alla Busachese e al suo pubblico fantastico per i playoff: li auguro di centrare l’obiettivo. Anche perché siamo stati avversari in campo ma a Busachi ho tanti amici. E complimenti pure all’Ales: causa classifica avulsa sono rimasti fuori ingiustamente secondo me, nonostante abbiano fatto i nostri stessi punti.
Cosa ti ha convinto personalmente ad accettare la proposta della società? Eri arrivato a stagione in corso….
Purtroppo ad Arbus ho avuto un infortunio alla mano che mi ha tenuto fuori per 2 mesi. Quindi per l’ultima parte di campionato ho preferito avvicinarmi a casa, soprattutto per impegni lavorativi. Ma non potevo fare scelta migliore. Certo, c’era un gran margine di vantaggio quando ho deciso. Piano piano si è accorciato e ho cominciato a giocare praticamente quando eravamo già a pari punti con le altre. Ma ci tengo a ringraziare i miei compagni, il mister, la società: il lavoro sporco, quello grosso, lo hanno fatto loro. Io diciamo sono stato l’uomo che forse li ha spinti a raggiungere quello per cui lavoravano da settembre.
A chi dedichi questa promozione?
: Ringrazio il CR dell’opportunità e della considerazione che mi hanno dato. Ora posso dire di aver vinto un campionato con entrambe le squadre del mio paese, cosa non da tutti. Lo dedico a me in primis, a mia moglie Camilla, alla mia famiglia e a chi sempre ci ha sostenuto. Ma la mia dedica speciale va a mia nonna che è scomparsa a dicembre e che 3 giorni fa avrebbe festeggiato il suo compleanno.



