Sarà il Lido Gandoli, nella Marina di Leporano, in provincia di Taranto, ad ospitare i prossimi
impegni di SUP Race. In acqua anche i portacolori della “Istedda Canottieri Ichnusa”. Da oggi a domenica 3 maggio, si scenderà in acqua per la “Lido Gandoli SUP Race”, terza tappa del
campionato italiano FISSW, appuntamento del circuito europeo ESL, European Sup League
(Technical and Long Distance) e Technical di Coppa Italia FICK. Un fine settimana utile ai fini delle
convocazioni per gli eventi internazionali nel Team Italia Federcanoa. Tre giorni di grande Stand Up
Paddle in un contesto unico sullo Ionio, con un montepremi di oltre 7000euro.
Programma gare.
Kermesse che ha preso il via ieri con gli accrediti dalle 14.30 alle 19 mentre oggi hanno inizio delle competizioni con la gara 1 della Technical Race (500-1000mt) FICK; dalle 12 la Gara 2, sempre Technical Race (500- 1000mt) ESL, con 3mila euro di montepremi.
Domani sabato 2 Maggio, alle 8.30 l’arrivo sul campo di gara. Alle 9.30 “gara 3”, sulla Long Distance (3, 6 e 10km) ESL / FISSW (sulla 10 km 3000euro montepremi). Alle 16.30, la quarta gara, l’Inflatable (gonfiabili) ESL sui 3 km. Domenica 3 Maggio, ultimo giorno di gare che prende il via alle 9, con gara 5, la “Blue Mile” (da 1,5 km) ESL (amatoriale); alle 10.30, gara 6, Sprint (da 200mt) FISSW.
Atleti “Istedda Canottieri Ichnusa”.
In terra pugliese saranno presenti 4 atleti del sodalizio cagliaritano, reduci dall’ottimo weekend sul
Lago Trasimeno. Cercheranno di confermarsi Reza Nasiri, Giorgio Baldantoni, Francesco Usai e
Fabrizio Gasbarro.
“Pur avendo ottenuto enormi successi per la nostra regione e per la visibilità sportiva su Cagliari –
commenta Francesco Usai, tecnico e atleta di “Istedda Canottieri Ichnusa” – viviamo una fase
molto critica. A causa del blocco delle navi sullo stretto di Hormuz non ci sono arrivate le tavole
nuove per le competizioni. Speriamo migliori qualcosa, altrimenti saremo penalizzati sia nei tempi
di adattamento che in termini di competitività. A questo aggiungiamo che il competere con un
calendario così fitto (tutto nella penisola) e su due federazioni comporta spese al limite della
sostenibilità della nostra piccola società sportiva. Spesso ci porta a gareggiare veramente con
tempi e condizioni “complesse” ed a volte con tavole in prestito. Da Sardi abbiamo contato sul
supporto di aziende regionali e l’orgoglio di un tessuto sociale – conclude Usai – ma restiamo
amareggiati nel vedere che le risposte non sono arrivate. Da una parte i nostri atleti possono
competere per le medaglie del mondiale, dall’altra manca una presa di coscienza di ciò che sta
accadendo. Ci serve supporto e coesione”.




