Lo sport dilettantistico in Sardegna

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Intervista a Simone Deliperi: “Per il Ghilarza una stagione amara, ma sono state gettate le basi per ripartire”

Mister Deliperi, la stagione si è chiusa con una retrocessione dolorosa in Prima Categoria. Come l’hai vissuta?

Mi sono preso qualche giorno per smaltire un minimo di delusione, era inevitabile. Però credo sia giusto non far passare troppo tempo: era doveroso da parte mia e del mio staff ringraziare società e ragazzi. Entrare in corsa non è facile, ci siamo trovati costretti a ricostruire a campionato in corso e farlo in Sardegna, con un mercato quasi inesistente in quel periodo, è complicato. La ricerca di stranieri a stagione in corso è un terno al lotto, sia per il reale valore del giocatore sia per la condizione fisica.

Quali sono stati i momenti più difficili?

Abbiamo pagato soprattutto quel periodo iniziale, aggravato da qualche infortunio pesante proprio nei giocatori che ci stavano dando ciò che serviva. Nonostante tutto, rimane la soddisfazione di aver insistito – insieme alla società – nel dare spazio ai ragazzi locali. È una cosa che non si vedeva da anni e che ha portato crescita reale. Spesso abbiamo giocato con 6 giocatori ghilarzesi in campo a partire da Matzuzi, i gemelli Stefano e Roberto Oppo, Rubattu.

Gli under sono stati una delle note più positive.

Assolutamente. Abbiamo messo in evidenza tanti giovani: penso a Defrassu 2009, Gosamo 2010, Deledda 2008, Manca 2007, tutti di Ghilarza. Se negli anni precedenti avessero avuto più esperienza, ne avremmo beneficiato anche quest’anno. Ma questa è la strada giusta: individuare qualche giocatore che alzi il livello e puntare forte sul territorio, tra prima squadra e settore giovanile.

Nonostante la retrocessione, vedi prospettive per il futuro?

Sì, e lo dico con convinzione. C’è più prospettiva in una società che lavora così, rispetto a chi si salva con dieci-undici stranieri. La strada è tracciata e ci sono le condizioni per ripartire. Nell’ultimo periodo ho visto entusiasmo e vicinanza intorno alla squadra. Ghilarza deve ritrovare coesione, immagine positiva e programmare bene, senza portarsi dietro le negatività della doppia retrocessione. Merita di tornare in categorie importanti.

Un pensiero ai giocatori?

Li ringrazio tutti. Non si sono mai risparmiati, soprattutto la vecchia guardia: come ho detto a loro, devono essere fieri. Sono rimasti nei momenti in cui è più facile scappare, ci hanno messo la faccia e grande senso di appartenenza. Sono convinto che si riprenderanno ciò che meritano.

E alla società?

Un grazie sincero a tutti con in testa il presidente Fabrizio Miscali. Ha sempre evidenziato in positivo il lavoro svolto da me, dal professor Masotti e dal mister Sanna. Sapevamo che sarebbe stato un campionato di sofferenza e abbiamo lavorato con la consapevolezza che l’ultima giornata poteva essere decisiva. Dispiace che situazioni paradossali nelle ultime partite non ci abbiano permesso di giocarci tutto fino alla fine. I nostri 30 punti sono stati pochi, ma tutti sudati, senza regali.

Un ultimo messaggio ai tifosi.

Nonostante la retrocessione hanno apprezzato impegno e lavoro. Ero di casa prima, ora mi hanno fatto sentire ancora più parte di loro. Animu Ghilarza.

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