Mister Lutzu, un altro traguardo che sa di miracolo. Qual è stato il segreto di questa salvezza con il Santa Giusta dopo quella con il Silanus la scorsa stagione?
«Sono arrivato il giovedì successivo all’ultima partita del girone d’andata del girone B di Prima Categoria , persa con il Barumini. La squadra aveva 11 punti ed era penultima. Il capitano mi ha chiamato dicendomi: “Mister, solo tu puoi riuscire in questa impresa”. Ho accettato e un’ora dopo ero nello spogliatoio. Da lì abbiamo iniziato un percorso di pulizia mentale, lavorando sull’autostima. Dovevamo convincerci che la salvezza era possibile. L’obiettivo era arrivare almeno ai playout, e ci siamo riusciti».
Quali sono stati i momenti chiave del percorso?
«Abbiamo lavorato sempre in emergenza: rosa ridotta, infortuni, squalifiche. Ma i ragazzi hanno condiviso il mio modo di vedere il calcio. Anche le sconfitte pesanti ci sono servite per imparare. L’ultima di campionato, persa 4-3 a Barumini dopo essere andati sotto 3-0 in 20 minuti, ci ha dato riferimenti preziosi. Nei playout, dopo la sconfitta in casa, non ci siamo disuniti. Siamo andati là prontissimi: dopo 15 minuti eravamo 0-2. Il loro pareggio non ci ha scalfito. La ripresa è stata un capolavoro: 2-3 al 90’ e 2-4 allo scadere. Fantastico».
Come si dividono i meriti tra squadra, società e staff?
«Il merito è tutto dei ragazzi, una rosa giovanissima che ha dato ogni risorsa mentale, fisica e tattica. La società mi ha dato fiducia totale, nonostante la situazione fosse complicatissima. E questo conta. Per me questa salvezza vale davvero come una promozione».
Che futuro vede per Gianni Lutzu nella prossima stagione?
«Ora ci riposiamo, soprattutto mentalmente: la rincorsa è stata lunga e faticosa. Per il prossimo anno si valuterà cosa fare e con chi. L’importante è che ci siano progetto, serietà e motivazioni».



