Sabato per Corrado Fois, presidente del Santa Teresa, non sara’ una partita come le altre, visto che la capolista giochera’ al Nino Manconi di Tempio, citta dove e’ nato e cresciuto. E ci arriva da primo in classifica.
Presidente, sabato si va a Tempio, che partita sara’ per lei?
“E’ una partita particolare per me, sono nato e cresciuto a Tempio, una citta’ alla quale saro’ sempre legato e che porto con orgoglio nel cuore. Ho tifato Tempio sino a tre anni fa ma oggi ho l’onore e l’impegno di essere presidente del Santa Teresa”.
Che partita sara’?
“Sicuramente nelle ultime partite il Tempio sta reagendo bene e il gruppo si sta consolidando, sapevamo che prima o poi sarebbe successo e quindi ci aspetteranno col coltello tra i denti. Noi siamo consapevoli della nostra forza, ma loro davanti al proprio pubblico cambiano completamente perche’ il Nino Manconi e’ il tempio del Tempio e quando si gioca la mette timore a tutti, perche il pubblico di Tempio che conosciamo benissimo quanto e’ caloroso e vicino alla squadra”.
Si arriva a questa gara da primi in classifica.
“Siamo primi in classifica perche’ i ragazzi ci hanno messo tutto quello che il mister sta chiedendo. Il mister e’ la chiave di volta di questa stagione. Noi rimaniamo saldi con i piedi per terra, cerchiamo prima di salvarci. E’ normale l’appetito vien mangiando. Prima la salvezza poi si vedra’. Continuo a ripetere che Alghero e Ilva sono due corazzate che nella seconda parte del campionato usciranno. Noi l’anno scorso la nostra salvezza l’abbiamo conquistata grazie al girone di ritorno e li che inizieranno a uscire i veri valori delle squadre. Penso che le super favorite siano Alghero, Ilva e Lanusei, dietro a loro Iglesias e noi”.
Domenica la squadra ha dimostrato carattere andando a vincere una partita in rimonta.
“Un’altra cosa importante rispetto allo scorso anno quando non siamo mai riusciti a fare rimonte come quella contro il Bonorva, anzi e’ capitato il contrario come contro la Nuorese. Quest’anno non ci e’ mai successo di subire rimonte, segno che i quattro-cinque innesti che sono stati fatti hanno dato maturita’ calcistica alla squadra”.
Paolo Muggianu



